Praia a Mare - Isola di Dino

Chi arriva a Praia a Mare non può fare a meno di incrociare il suo sguardo con il profilo dell’Isola di Dino. Scoglio più grande del mediterraneo o isola più piccola del Tirreno, si tratta di un magnifico tabulato di rocce calcaree, che offrono un luogo fantastico per fare escursioni in barca o per tuffarsi alla ricerca di emozioni subacquee. Lungo il suo profilo si aprono falesie e grotte, tra cui le celebri Grotta Azzurra, Grotta del Leone, la Grotta delle Sardine e la Grotta Gargiulo. L’Isola di Dino è anche famosa per le sue incredibili foreste di gorgonie, delizia degli amanti delle immersioni subacquee, e per la sua vegetazione che comprende anche la rara palma nana.

La spiaggia di Praia a Mare è un arenile ampio, frammisto a ciottoli, che si estende per un totale di oltre 5 km, raggiungendo la sua massima estensione proprio in corrispondenza dell’isola di Dino. Ad occidente la spiaggia si unisce al litorale di Tortora Marina.
Altri interessi degni di nota di Praia a Mare sono la Torre di Fiuzzi, il Santuario della Madonna della Grotta ed il Palazzo del Fortino.

Diamante e Cirella

Diamante possiede una delle due uniche isole della Calabria, l'isola di Cirella, un piccolo isolotto dalla forma suggestiva dove i fondali sono splendidi e regna la Posidonia argentata.
Fonti diverse documentano insediamenti già dai tempi dei Focesi e dei Romani. Le prime notizie di un vero e proprio nucleo abitato nei luoghi di Diamante risalgono al 1500.

Diamante è conosciuta come la città dei murales, dai numerosi dipinti che si possono ammirare passeggiando per i vicoli della cittadina.
L'idea dei "Murales", circa 110, è dovuta al pittore Nani Razzetti, milanese ma diamantese di adozione, il quale propose al sindaco del tempo il progetto di rivitalizzare il centro storico. L'Operazione Murales, iniziata nel 1981, portò a Diamante, dall'Italia e dall'Estero, ottantatre pittori, che iniziarono a dipingere i muri del centro storico.

Da vedere l'antica "Cerillae" ricca di storia e di rilevanti testimonianze architettoniche. Arroccata su un piccolo promontorio, è formata dai ruderi dell'abitato e di altre importanti costruzioni. Passeggiare per le sue stradine è come fare un salto nel passato. Si possono ammirare ancora i resti del castello costruito dal principe Carrafa nel XVIII secolo, del convento di San Francesco di Paola risalente al XVI secolo e i ruderi della chiesa di San Nicola Magno, al cui interno si notano ancora tracce di affreschi.

Maratea

Viene anche chiamata "la città delle 44 chiese" per le sue numerose chiese, cappelle e monasteri, costruite in epoche e stili diversi, molte delle quali rappresentano un notevole patrimonio artistico-religioso.
Il 10 dicembre 1990 il presidente della Repubblica Francesco Cossiga ha insignito il comune di Maratea con il titolo onorifico di "Città", titolo che la cittadina già vantava dal 1531 per decreto di Carlo V d'Asburgo.
Si estende per circa 32 km sul Mar Tirreno. La sua costa, incastonata in una singolare posizione geografica ed ambientale, è variegata di insenature e grotte, scogli e secche. Numerose e caratteristiche le spiagge costiere, di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni.

La Statua del Redentore.
Si trova sulla vetta più alta del monte San Biagio, sovrastante il centro storico di Maratea. È stata completata nel 1965, con un impasto di cemento misto a marmo di Carrara, da Bruno Innocenti, scultore fiorentino, su idea di Stefano Rivetti. Con i suoi 22 metri di altezza circa, è la statua più alta d'Italia e la sessantaseiesima più alta del mondo, nonché il più famoso monumento di Maratea. Raffigura il Cristo Redentore, dopo la Resurrezione, in una iconografia molto distante da quella tradizionale. In più, un particolare effetto ottico fa sì che osservandola da lontano pare guardare il mare, mentre invece ha lo sguardo rivolto verso i monti della Lucania.

Parco del Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino che si estende, con i suoi 192 mila ettari, tra il sud della Basilicata e il nord della Calabria è l’area protetta più grande d’Italia. In esso è inserito il gruppo montuoso del Pollino il più elevato dell’Appennino Meridionale. Il versante lucano del Parco è suddiviso in quattro vallate principali: la Valle del Mercure, la Valle del Frido, la Valle del Sarmento e la Valle del Sinni. Appartengono al territorio calabrese la Valle del Raganello e la Valle del Coscile. Il Parco offre una moltitudine di paesaggi incantevoli, con grandi aree incontaminate e differenti a seconda dell’altitudine.

Il Parco è consigliato a chi ama il trekking e l’escursionismo, a chi ama il contatto diretto con la natura più incontaminata e selvaggia, a chi ama l’alpinismo e il rafting, agli amanti del torrentismo più estremo e a tutti coloro che hanno voglia di scoprire un territorio solitario e silenzioso rotto solo dal vento che si infrange tra le foglie degli alberi, o gustare sapori e sensazioni ormai dimenticate.

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